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giovedì 27 agosto 2009

Autarchia!


Negli Stati Uniti gli stessi personaggi e ambienti finanziari-speculativi responsabili della crisi globale annunciano un miglioramento della situazione economica nazionale.In Italia, invece, tutti concordano nel prevedere che, a settembre, molte azienide saranno costrette a chiudere. Questo per due motivi:1) le banche rifiutano il credito;2) la concorrenza dei prodotti cinesi è imbattibile.Analizzando la situazione è facile constatare che il sistema bancario italiano non assolve alla sua funzione di erogazione di liquidità agli operatori produttivi nonostante abbia recentemente ricevuto, assieme alle altre banche europee, capitali ingentissimi dalla Banca Centrale Europea (450 miliardi di euro). Contemporaneamente continua a imporre a tutti i suoi clienti l'immediato rientro di ogni debito e/o sconfinamento in rosso.Il contrario esatto di ciò che sta avvenendo in Cina, dove le banche (in un sistema pressochè nazionalizzato) stanno erogando somme imponenti a famiglie e piccole imprese. Forza Nuova, già dall'inizio della crisi, aveva proposto un simile approccio. In Italia, i Tremonti e Draghi (nonostante polemizzino su altro) sono concordi nel sostenere invece che la ripresa economico-produttiva passerà attraverso la ripresa delle banche.Inoltre, come ben sappiamo, la Cina "lavora in modo differente": adotta sistemi schiavistici, non dà garanzie ai lavoratori, produce merci spesso insane e/o pericolose.Le imprese italiane, da tutti a parole vezzeggiate, si troveranno di fronte a questi due insormontabili problemi senza che il governo voglia né possa fare alcunché. Anche le associazioni delle categorie produttive, Confindustria in testa, sono impotenti; paralizzate da una struttura supina ai poteri forti, burocratizzata e disinteressata ai problemi reali degli associati. Stessa considerazione si può fare riguardo ai sindacati.Forza Nuova non discute che vi possano essere al governo o all' opposizione persone in buona fede o anche con idee buone sul da farsi, ma ritiene che la nostra Patria abbia bisogno di una vera e propria Rivoluzione Italiana che scuota e cambi radicalmente il sistema..Per ridare forza a imprese a famiglie, Forza Nuova propone:1) istituzione di una Banca Nazionale che, emettendo a credito denaro di proprietà dello Stato, finanzi famiglie ed imprese.2) blocco, quantomeno temporaneo, di tutte le merci provenienti dalla Cina; per motivi etici e di salute pubblica (misura adottata più di una volta nei confronti di altri paesi nei decenni passati).3) blocco di tutte le licenze per apertura di negozi, botteghe ed imprese ai cittadini non italiani (con questo si eviterebbe lo scandalo di migliaia di botteghe cinesi che aprono sotto nuovo nome dopo essere state chiuse per motivi di igiene o per infrazioni alla regolamentazione del lavoro). 4) creazione di un nuovo Corpo intermedio che tuteli le imprese e l' artigianato sulla scia di quel che furono le gilde o le corporazioni medievali che tanto hanno incrementato e protetto il lavoro in Europa.

On Roberto Fiore.

giovedì 30 aprile 2009

Se Almirante fosse il Presidente del Consiglio....



Recentemente un famoso medium è entrato in contatto con il mai abbastanza compianto Giorgio Almirante. Il sensitivo pare gli abbia chiesto che cosa farebbe oggi se fosse il Presidente del Consiglio per ovviare allo sfacelo in atto. Il buon Almirante per prima cosa sembra che abbia detto che chiamerebbe Gianfranco Fini a colloquio per "rispiegargli" alcune cosette che il nostro ex-ex-ex-ex missino pare abbia scordato. Poi, con un dire ardito e convinto, ha enucleato alcuni punti cardine sulla politica da intraprendere:
  • nazionalizzazione dell' 80% delle banche e totale controllo pubblico di Banca d'Italia
  • riduzione drastica di senatori e deputati, sottosegretari e carrozzoni di Stato vari
  • redistribuzione del reddito nazionale attraverso una diversa imposizione fiscale
  • richiamo di tutti i militari italiani sparsi nel mondo a far non si sa cosa
  • ridimensionamento delle basi americano sul patrio suolo
  • seria politica sull'immigrazione
  • azzeramento del sistema giudiziario nazionale e nascita di un sistema serio
  • autarchia energetica

Il medium , basito e sconcertato, anche perchè berlusconiano convinto, pare si sia svegliato piangendo e gridando. Era solo un sogno. Peccato diciamo noi.

D.L.


venerdì 13 marzo 2009

Berlusconi e Franceschini litigano e la Nazione va allo sfacelo


L'uno definisce l'altro "clerico-fascista" e l'altro risponde " cattocomunista". Ecco chi sono i leader dei due partiti maggiori in Italia. C'è da preoccuparsi seriamente. Ma v'è da fare un appunto. Magari Franceschini potrà pur essere un " cattocomunista" ma l'altro è lungi da essere un "littoriano". Siamo seri. Dispiace solo che in Italia certe considerazioni di politica economica ( tipo la tassazione dei più ricchi per dar da mangiare ai poveri) vengano da esponenti di finta sinistra e non dal luogo politico da cui queste considerazioni hanno la naturale ( anche se non eslcusiva) origine. Ma siamo in Italia, Alleanza Nazionale non esiste più essendosi piegata alle sirene del capitalismo e gli insegnamenti di almirantiana memoria ormai sono storia. Ma è mai possibile che i nostri governanti non capiscono che si esce dalla crisi tornando ad una seria politica di welfare? Fino a quando le banche saranno solo strumenti di tortura per i cittadini, i servizi essenziali ( acqua , sanità) saranno facile fonte di guadagno per speculatori, lo Stato ridotto a semplice comparsa, la politica dei partiti nodo centrale delle decisioni ogni cosa potrà solo peggiorare. L'alba della Patria potrà solo aversi quando ritornerà una Destra sociale e radicale che sia una seria alternativa alla visione liberista filodemocristiana che non ha fatto prigionieri negli ultimi 60 anni di storia italiana. Ma è utopia. Speriamo di no.

D.L.

martedì 24 febbraio 2009

Una storia di vita vissuta


E’ l’epilogo. Inaspettato. Vedendola lui ha provato il suo vecchio istinto congenito. Non che non sente di amarla, ma ha sentito, netta e schiacciante, la sensazione animalesca di averla. I meandri della mente umana sono un crocevia di azioni e reazioni imprevedibili. Ora cercherà di evitarla. Dentro di sé sente molta delusione. Forse si sbaglia. Forse è tutto normale. Ma la sua mania di perfezione, anche nelle sensazioni, limita il suo modo d’essere. Si può governare razionalmente il sentimento? Può l’egocentrismo assoluto interferire, fino a distorcerlo, nel divenire della purezza di un sentimento? E’ anormale desiderare di unire i propri umori biologici a quelli della persona amata? Domande di ardua risposta. Lui pretendeva di averla in maniera pura, aveva il timore di poterla considerare una troia alla stregua di altre sue precedenti avventure, sentiva di amarla e per ciò stesso, nella sua infinita assolutezza egocentrica, non voleva ferire se stesso perdendo stima in lei. Lei , dal suo canto, perfetta nel gioco delle parti, mantiene una linea di reazioni ed azione dannatamente lineare. E’ molto intelligente, lei. E questa cosa amplifica il dolore di lui per non poterla avere appieno, in maniera assoluta. Che bella che è, che dolce che è, quanto superbamente altera ed elegante nel suo mostrarsi! Bukowski, il grande scrittore maledetto, diceva che ogni uomo vorrebbe tornare all’interno dell’utero per trovare la pace, la sicurezza, l’equilibrio dei sensi. Oggi lui, vedendola, fissava con maniacale attenzione i lineamenti , definiti da un abitino aderente, del suo bassoventre trovandovi al contempo istinto sessuale e voglia di pace. Che stupenda sensazione le ha fatto provare! Celestiale e nel contempo carnalmente soddisfacente. Ha avuto la voglia , decisamente tenera, di posare il suo viso sulle sue carni nude e calde per sentirne la vitalità e la dolcezza. Tempo fa , in maniera decisamente voluta, lui ha sfiorato con le sue labbra le labbra di lei. Che tenerezza, che intimità vitale ha provato! Ma come un prigioniero con le chiavi della sua prigione a portata di mano si è fermato, quasi avendo timore di rompere un equilibrio deciso dall’Essere Superiore e quindi insindacabile. Vivere è soprattutto combattere contro gli istinti, contro la irrazionalità che da un lato porta al godimento e dall’altro ti fa cadere in burroni da cui fai fatica ad uscire. Ma oggi, soprattutto oggi, lui avrebbe voluto caderci in quel burrone , patire mille dolori per avere la fortuna di soddisfare quel bisogno di pace interiore già descritto. Lui ha avuto solo una opportunità per parlarle serenamente, al riparo da orecchie indiscrete, naturalmente. Ricorda la posa del suo corpo mentre lei lo stava ad ascoltare. Ricorda i baci che le dava , il calore del suo viso, il suo odore, la sua naturalezza, la sua stupefacente intimità di reazione. Ma tanto basta, tanto dovrà bastare perché mai niente del genere potrà mai più avverarsi. Che triste dare una fine. Che dolore si prova nel sapere, razionalmente, che ogni cosa vissuta è storia senza un divenire futuro. Ma così doveva essere. Le illusioni difficilmente diventano realtà in taluni casi. Cosa potrà aversi d’ora in poi? Nulla, forse rimorsi, forse rassegnazione mediata, forse tristezza mai sanabile. Resta in lui la amara consapevolezza di non essere mai stato in grado di leggere con chiarezza i suoi pensieri. Forse ci è andato vicino, ma ci sarebbe voluto più tempo, più intimità, più coacervo di azioni e reazioni. Il tempo. Il grande guaritore ma anche il tiranno che dà essenza alla vita umana. Il solco dentro di lui non guarirà. Lotterà sempre contro questa sconfitta.
D.L.

giovedì 12 febbraio 2009

Il Capitalismo ha fallito


Il laissez-faire alla maniera smithiana ha oramai fatto il suo tempo. Non vi può essere giustizia sociale in presenza di un prepotente capitalismo con la concomitanza debolezza di uno Stato lasciato alla inerzia negativa dei partiti. E' ineluttabile e direi quasi apodittico assioma conclamato.In dottrina economica si dice che i fallimenti dello Stato sono più comuni e pericolosi dei fallimenti del mercato. Io dico che le fallanze di uno Stato sono direttamente proporzionali alla libertà concessa ai possessori di capitali che di fatto rendono inefficace qualsiasi ambiente normativo atto a regolamentare e a difendere il vivere civile di una Nazione. Il profitto individuale è difendibile solo e unicamente se la ricchezza totale prodotta all'interno della Patria porti ad un aumento del benessere collettivo il più possibile esteso ai diversi strati della società. La forza di uno Stato è funzione diretta della forza del singolo cittadino che deve vedere il suo punto di riferimento nelle Istituzioni e non negli attori dello sviluppo economico. Produrre ricchezza in funzione dello Stato e non in funzione di individuali egoismi destabilizzanti. La attuale crisi globale ha dato la sua giustificazione logica a quanto qui espresso. E' lo Stato che possiede le armi per uscirne e non certamente il mercato che è oramai incapce di correggere i propri errori.

D.L.

lunedì 9 febbraio 2009

La politica regionale : il Movimento per l'Autonomia "tira" le orecchie agli alleati


E' stato un incontro pre-congressuale decisamente animato quello di domenica 8 febbraio svoltosi a Palermo. Il Movimento per l'Autonomia, attraverso gli interventi del suo segretario Regionale Leanza , dei deputati Musotto e Lentini e del commissario provinciale Vernuccio, ha messo le cose in chiaro. Senza un chiaro accordo sui programmi futuri, il Movimento di Lombardo si presentarà con propri candidati nei comuni isolani prossimi alle voatazioni. Grande la amarezza per ciò che sta succedendo al Comune di Palermo. " Il Sindaco Cammarata ha la memoria corta e dimentica che il suo scranno lo deve anche a noi - dichiara Leanza- . Cammarata a volte sembra di muoversi secondo criteri politici che poco hanno a che fare con lo spirito di coalizione. Ha messo fuori il nostro movimento e noi ne prendiamo atto." Sulla stessa lunghezza d'onda Nicola Vernuccio, commissario provinciale, nel dichiarare che sulla questione sanità, vero punto di svolta nei rapporti tra MPA e PDL, è necessario una riforma organica indirizzata alla eliminazione degli sprechi e delle inefficienze.Ma il più deciso è sembrato il deputato regionale Totò Lentini. Nel suo intervento ha mosso gli strali contro la amministrazione comunale di Palermo, rea di essere un inno alla inefficienza anche per ciò che riguarda la gestione delle aziende ex municipalizzate che versano in un drammatico stato di crisi finanziara ed economica. Sul fronte della politica regionale, Lentini, ha esplicitato il suo dissenso verso una parte del PDL e dell 'UDC rei di non essere chiari sui programmi già decisi in sede di coalizione alla vigilia della consultazioni regionali. Emerge in tutta chiarezza che l' MPA vuol mandare un chiaro messaggio agli alleati: o ci si muove verso un indirizzo comune per la risoluzione dei problemi seri e reali della regione oppure la colazione attuale potrebbe essere minata allle fondamenta.
D.L.